PROSTATA E TRIM PROBE
PREVENZIONE TUMORE PROSTATA
La Prostata è la ghiandola genitale maschile situata al di sotto della vescica attorno all’uretra, il condotto da cui fuoriesce l’urina. La Prostata produce una secrezione (il liquido prostatico) che partecipa alla formazione del liquido seminale. Alla nascita la prostata è grande quanto una mandorla. Durante la pubertà il suo volume aumento sotto lo stimolo degli ormoni maschili (androgeni). Intorno ai 50 anni, nella maggior parte degli uomini, la prostata aumenta ancora di volume stringendo il canale uretrale e provocando disturbi urinari. Il tumore prostatico viene più spesso scoperto all'esame clinico o tramite esami ematici, come la misurazione del PSA (antigene prostatico specifico ). Un sospetto tumore alla prostata è tipicamente confermato tramite l'asportazione di un frammento di tessuto (biopsia), e il successivo esame istologico. Si può ricorrere ad ulteriori test come l’ecografia, la radiografia e la scintigrafia, per determinarne la diffusione e se il tumore abbia o meno originato metastasi. Ogni uomo che abbia compiuto i 45 anni di età viene considerato a rischio, perché il tumore della prostata insorge tipicamente dopo quell'età, mentre è raro tra i giovani, come dimostrato da alcune statistiche: se a 40 anni la probabilità è di 1 caso su 10.000, tra i 60 e gli 80 anni diventa di 1 su 8. Si ritiene, inoltre, che la maggior parte degli ottantenni presenti una forma di tumore della prostata, anche se molto spesso si tratta di malattie benigne. Gli altri fattori di rischio noti, a parte l'età, sono una dieta ricca di grassi saturi e la presenza in famiglia di altri casi: per quest'ultima categoria il rischio è doppio rispetto alla popolazione generale.Inoltre, anche i geni sembrano avere un ruolo nell'aumento del rischio, soprattutto se all'interno della famiglia si sono già avuti altri casi: gli uomini che hanno la mutazione del gene BRCA1 o 2 (gli stessi implicati nel tumore del seno) hanno un rischio che è da 2 a 5 volte quello degli uomini con i geni non mutati. Infine, sembra esserci un legame tra alti livelli di testosterone o di un ormoni chiamato insulin-like growth factor 1 e un aumento di rischio. La maggior parte dei tumori della prostata viene scoperto tramite un esame rettale (in cui il medico attraverso il retto valuta manualmente la grandezza della ghiandola) o grazie a un'alterazione dei valori di un antigene direttamente legato alla funzione del tessuto prostatico, il PSA (antigene prostatico specifico).Tuttavia, quando ha già raggiunto una certa dimensione, la massa può causare alcuni sintomi tra i quali: difficoltà a iniziare a urinare, bisogno di urinare spesso, sensazione di non riuscire a urinare in modo completo, dolore mentre si urina o durante, sangue nelle urine o nel liquido seminale, impotenza, dolore alle ossa.È importante sottolineare che tutti questi disturbi possono derivare da molte malattie diverse, e che quindi la comparsa di uno o più di essi non è necessariamente indice della presenza di un tumore.
Da oggi grazie ad una nuova tecnica di scannerizzazione manuale, Il medico si limiterà a strofinare il corpo del paziente con una sonda esterna di trenta centimetri. Le informazioni relative alle eventuali anomalie dei tessuti compariranno sullo schermo di un computer. Cinque minuti, e l'esame sarà finito. TrimProb (Tissue Resonance InterferoMeter Probe), è composto da una sonda a pile collegata a uno speciale elaboratore nella quale è inserita un'antenna che produce microonde a frequenza variabile, da 400 a 1350 megahertz. Quando il dispositivo individua un tumore, il cancro genera un'onda di circa 400 megahertz, che interferisce con i segnali di partenza emessi dalla sonda stessa. Il Trimprob è uno strumento a disposizione della diagnosi tumorale precoce. La sua principale caratteristica è la capacità di analizzare lo ‘stato di salute’ degli organi indagati, di rilevarne le eventuali patologie e la loro natura. E’ attualmente utilizzato per localizzare il carcinoma prostatico, ma sono già in corso ulteriori sperimentazioni per estenderne l’utilizzo ad altre neoplasie (mammella, tiroide, cute, polmone, pancreas, fegato, etc.). Il vantaggio di questo esame è che risulta mininvasivo, non crea particolari disagi al paziente ed è praticamente privo di effetti collaterali. L’esecuzione è, infatti, piuttosto semplice e dura pochi minuti. Il paziente, completamente vestito, in piedi e a gambe divaricate viene ‘sfiorato’ sulla zona bassa dell’addome da una sonda che genera onde elettromagnetiche di una particolare purezza spettrale. Tali onde interagiscono con i tessuti del paziente e veicolano verso il ricevitore, una sorta di piccolo schermo, una serie di informazioni trasmesse a un computer che visualizza sul video i grafici che il medico legge e interpreta, formulando la diagnosi contestualmente all’esecuzione del test. L’esame si rivela particolarmente accurato, sia per la precocità dell’indagine, sia in quando permette di distinguere chiaramente la natura della patologia evidenziata precisando, per esempio, se si tratta di carcinoma, di un semplice ingrossamento della prostata, piuttosto che di calcificazioni all’interno della ghiandola. Si può anche ipotizzare l’utilizzo di questo strumento, la cui attendibilità si aggira intorno all’80%, come metodo di screening sulla popolazione maschile che abbia superato il limite di età a rischio per la neoplasia prostatica(da 45 anni in su). Altre possibili indicazioni sono il controllo post terapia medica,dopo l’intervento di prostatectomia radicale e dopo brachi e radioterapia.
In caso di recidiva del tumore è possibile intervenire precocemente con risultati veramente incoraggianti. Il valore predittivo negativo è il cavallo di battaglia di questa nuova tecnica. L’alto valore predittivo negativo (sopra il 95 %) dimostra che quando il Trimprob non trova tumore, lo stesso non è presente nel 95% dei casi.
Dott. Gabriele Antonini